Stampa 3D

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Tramite il processo di stampa 3D è possibile creare un oggetto partendo da un progetto digitale.
Rispetto alle lavorazioni dette “tradizionali” che permettono di arrivare all’oggetto fisico sottraendo materiale (es. una statua scolpita da un blocco di marmo, o un ingranaggio fresato da un blocchetto d’acciaio) o colando del materiale all’interno di uno stampo (es. la fusione di un blocco motore di un’automobile), la stampa 3D permette di ottenere l’oggetto depositando del materiale, strato su strato, solo dove occorre.
Esistono varie tecnologie di stampa 3D, tutte accomunate dal fatto che il materiale utilizzato viene depositato strato su strato (produzione additiva).
Di seguito analizzeremo le varie tipologie di stampanti 3D.

Stampanti 3D FDM (Fused Deposition Modeling, Deposizione di Materiale Fuso). In questa tipologia di macchina il materiale allo stato solido (solitamente plastico) viene spinto da un estrusore all’interno di una camera calda (detta Hot End), nella quale viene scaldato e portato ad uno stadio di transizione vetrosa, nel quale diviene quasi liquido, senza però perdere le proprie caratteristiche fisiche, ne bruciare. In questo stadio viene depositato e immediatamente raffreddato. In pratica la macchina fa quello che un pasticcere fa utilizzando la sac à posch riempita con la panna montata (solo che la panna in questo caso supera i 180° di temperatura!)

Stampanti 3D SLS (Selective Laser Sintering, Sinterizzazione Laser Selettiva). In questa tipologia di macchina viene depositato uno strato sottile di polvere del materiale che deve sinterizzare. Successivamente un laser “disegna” sopra questo strato di polvere (un po’ come fanno i laser usati in discoteca per realizzare disegni sulle pareti, solo che quelli utilizzati in queste stampanti hanno potenze notevolmente superiori!), così avviene la sinterizzazione (una sorta di fusione). Terminato il primo strato, viene steso un altro strato di polvere e riacceso il laser. Tale processo si ripete fino al termine della stampa. Terminata la stampa viene estratto il pezzo e ripulito della polvere in eccesso (che può essere riutilizzata per ulteriori stampe in quanto non sinterizzata).

Stampanti 3D SLA (Stereolitografia). Una vasca contiene una speciale Resina liquida in grado di Polimerizzazione se esposta alla luce (fotopolimerizzazione). Appena al di sotto del livello del fluido è presente una piastra forata. Un raggio laser viene proiettato da un sistema di specchi in modo da scandire la superficie del liquido e nel contempo modulato in modo da ricostruire una immagine Raster della prima sezione dell’oggetto da costruire.
Terminata la prima scansione la piastra si abbassa leggermente e una successiva scansione laser genera una seconda sezione. Il processo si ripete fino a completare l’oggetto.

Stampanti 3D DLP (Digital Light Processing). Queste macchine variano rispetto alle Stampanti 3D SLA per il fatto che la polimerizzazione avviene tramite la luce di un proiettore a LED o LCD, al posto del laser.